# Un esempio, tre intensità di revisione

L’esempio è originale ed è stato costruito per mostrare la differenza tra correggere e riscrivere. Le tre versioni non sono classifiche: servono a scegliere quanto intervenire.

## Originale

> Ogni progetto ha una sua voce ma spesso si perdono tra mille parole. Quando provo a raccontarlo mi chiedo sempre se quello che sto dicendo arriva davvero a chi mi ascolta, oppure se sto solo cercando di dire tutto.

## 1. Correzione essenziale

> Ogni progetto ha una sua voce, ma spesso si perde tra mille parole. Quando provo a raccontarlo, mi chiedo sempre se quello che sto dicendo arriva davvero a chi mi ascolta oppure se sto solo cercando di dire tutto.

**Perché:** corretta la concordanza «si perdono» → «si perde» e la punteggiatura. Nessun cambio di lessico.

## 2. Revisione stilistica misurata

> Ogni progetto ha una sua voce, ma spesso si perde tra mille parole. Quando provo a raccontarlo, mi chiedo se ciò che sto dicendo arriva davvero a chi mi ascolta o se sto soltanto cercando di dire tutto.

**Perché:** alleggerita una ripetizione involontaria e reso più diretto il secondo periodo. Il significato resta invariato.

## 3. Revisione attenta alla voce

> Ogni progetto ha una sua voce, ma spesso si perde tra mille parole. Quando provo a raccontarlo, mi faccio una domanda: ciò che sto dicendo arriva davvero a qualcuno, oppure sto solo cercando di dire tutto?

**Perché:** proposta una scansione più personale e interrogativa. È una *possibilità*, non necessariamente la versione migliore: se non rispecchia chi scrive, va scartata.

## Cosa osservare

- Una correzione può essere riuscita anche quando modifica soltanto due segni di punteggiatura.
- Una frase diversa non è per forza una frase migliore.
- Se l’IA cambia prospettiva, promessa o dati, la proposta va respinta o rifatta.
- Se un passaggio è ambiguo, è più utile una domanda precisa che un’invenzione elegante.
